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Categoria: ESUBERI SAIT
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GABRIELE GOLLER DELLA FISASCAT CISL DEL TRENTINO: "ULTERIORI TRENTA GIORNI PER TENTARE DI TROVARE UN ACCORDO"

 

È giunta nei giorni scorsi la prima convocazione al Servizio Lavoro della PAT; ulteriori 30 giorni per tentare di trovare un accordo sulla vicenda esuberi SAIT.

Le premesse non sono le migliori, ci si presenta al tavolo con una netta spaccatura tra organizzazioni sindacali e con un’ azienda ferma su posizioni che hanno la necessità di essere ridiscusse e ridimensionate.

Sul fronte aziendale l’apertura a trattare c’è stata, pur mantenendo come caposaldo lo sbilanciamento dei “pesi” sul criterio della produttività anche se non come unico e intoccabile. Esiste infatti al possibilità di trattare sulle percentuali da attribuire ai tre criteri per arrivare ad un accordo che porterebbe all’auspicata riduzione dei licenziamenti.

Il fronte sindacale invecie è ben più complesso, da una parte Fisascat e Uiltucs cercano di percorrere tutte le strade possibili per arrivare ad una sensibile diminuzione degli esuberi (da sempre dichiarato come tassello fondamentale da tutte le organizzazioni sindacali), ad un piano di formazione/ricollocazione concreto che coinvolga Federazione della Cooperazione e PAT e ad un impegno economico da parte di SAIT, dall’altra la Filcams arroccata sulle sue posizioni, più ideologiche che pratiche, sorda ad ogni proposta giunta al tavolo, tanto da chiudere la porta in faccia anche all’abbassamento della numerica dei licenziati.

In questo scenario ora entrano anche le dichiarazioni della Provincia che, colpevolmente assente fino a questo momento, ha dato disponibilità, sulla carta, ad entrare nel merito ed a mettere sul piatto della bilancia aiuti economici a patto che l’azienda si impegni per il 50% del totale.

La Fisascat, come sempre ha fatto, si siederà al tavolo con l’unico obiettivo di salvaguardare i lavoratori, cercando con caparbia ostinazione una soluzione condivisa che possa portare benefici concreti a tutti i dipendenti che, ad oggi, si vedrebbero negare il possibile rientro in azienda, un incentivo per l’uscita e un piano di  formazione atto a ricollocare nel mondo cooperativo.

Troppe, a nostro avviso, le tutele sacrificate sull’altare dell’ideologia politica.

 

 

 

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Immagini, grafica e impaginazione by Alberto Pontalti