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LORENZO POMINI HA GUIDATO LA CISL TRENTINA COME SEGRETARIO GENERALE PER BEN 11 ANNI.

 

IL SALUTO FINALE DI LORENZO POMINI

 

Grazie a tutti.

Grazie a tutti per essere venuti oggi a questa importante riunione.

Oggi col mio saluto, è il giorno del passaggio del testimone a chi mi succederà in questo importante ruolo.

Sono passati 35 anni da quando iniziai la mia esperienza sindacale, nel 1997 sono entrato nella Segreteria Confederale dopo un Congresso lacerato e lacerante tra maggioranza ed opposizione, sono stato Segretario Generale per 11 anni e un mese.

Scorrono davanti a me tantissimi ricordi ed emozioni, legati a vertenze, accordi e tante persone conosciute: pur non dimenticando nessuno, il ricordo va al mio primo segretario generale, Paolo Dal Rì che ci ha lasciato due anni fa per “andare avanti“, come dicono gli alpini qui da noi.

La sua eredità è una frase: Cui Prodest?

Questa espressione latina ha un significato retorico, nel domandarsi chi sia l’effettivo beneficiario di quanto accade, chi ne trae vantaggio o svantaggio.

Un grande insegnamento, di cui ho sempre tenuto conto in questo ruolo di segretario generale.

 

Ricordo di Giulio Pastore nel 50esimo della sua scomparsa.

Senza la presenza del passato, non solo non si comprende il presente e non si può progettare il futuro, ma si è sottoposti a qualsiasi manipolazione.

(Remo Bodei - filosofo 1938- 2019)

 

Abbiamo ancora bisogno di ricordare e tramandare il suo patrimonio di idee, valori e moralità, il suo impegno positivo per cambiare ed unire il nostro paese, l’ambizione di costruire un sindacato non ideologico incentrato sulla contrattazione come caposaldo per la rivendicazione di nuovi diritti e la difesa degli interessi dei dipendenti e dei pensionati, l’intuizione del “rapporto nuovo” che ci doveva essere tra sindacato e Stato, che ci ha portato fino agli anni della concertazione nella perfetta autonomia di iniziativa e progettualità del sindacato confederale.

Questo modello sindacale ha aiutato a contenere anche le spinte più estreme dentro il sindacato confederale, che vedono di cattivo occhio il ruolo responsabile da noi tenuto in tante tante occasioni.

Senza quella responsabilità, chissà se potremmo avere ancora, nel nostro paese, quel ruolo di contrattazione ed azione politico sindacale spesso e volentieri messo in discussione dai governi succeduti dal 1994 ad oggi, alla guida del nostro paese.

Pastore ha scolpito il dna della “anomalia Cislina”, di un sindacato libero, laico, pluralista, pragmatico, autonomo dalla politica e dai gruppi di potere, che si impegna nel governo delle trasformazioni, che ha innovato le relazioni industriali attraverso la contrattazione (la nostra linfa vitale) e la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Mettere sempre al centro le persone, questa il suo massimo desiderio, e per questo l’impegno alla formazione dei sindacalisti, perché fossero capaci di contrastare i disegni delle controparti datoriali e politiche per affermare maggior giustizia economica ed uguaglianza sociale. Difendere la libertà del pluralismo associativo, il ruolo dei corpi intermedi, l’azione sindacale che deve primeggiare anche sulle leggi che possono poi, eventualmente suggellare quanto la libera contrattazione stabilisce nello scambio negoziale.

Il tema della Confederalità, un modello di sindacato che tiene conto dei molteplici interessi della società attraverso la dimensione politica dei soggetti sociali da contrapporre ad una rappresentanza meramente corporativa.

NOI siamo gli eredi di questo insegnamento, non possiamo rinunciare ad onorare la nostra  cittadinanza nella Cisl!

Soprattutto adesso, soprattutto in questi tempi difficili per il nostro paese e per la nostra provincia, mi piace pensare che siamo tutti impegnati verso il futuro Segretario Generale, per fare tutto ciò che possiamo per aiutarlo a guidarci attraverso le numerose sfide che ci attendono.

Non ciò che la CISL può fare per noi, ma quello che noi possiamo fare per la CISL!

Sono diventato Segretario Generale nell’ottobre del 2008, all’alba della più grande crisi che si ricordi dopo quella del 1929: fin dall’inizio un cammino impervio e difficile, ma grazie al vostro sostegno, al vostro contributo, per alcuni di voi anche la vostra amicizia, c’è stata la forza di non vacillare mai, per trovare soluzioni ai tanti problemi da affrontare.

Questa mia lunga esperienza alla guida della Cisl la devo a tante persone, ad iniziare da tutti i colleghi di segreteria, ai vari segretari di categoria, a tutti voi: l’abbiamo fatto assieme, ed ho quindi riconoscenza e gratitudine verso tutti quelli che mi hanno voluto aiutare in questo lungo e non facile percorso, per aver ricevuto il vostro sostegno e per tutto ciò che avete fatto per me e per l’organizzazione.

Mi rende orgoglioso il pensiero che lo abbiamo fatto insieme, aiutando ad alleggerire la costante e silenziosa  presenza della SOLITUDINE della responsabilità.

Grazie quindi di tutto e non so nemmeno se queste possono essere le parole più giuste per ricambiare quanto ho ricevuto, per il vostro sostegno, per tutto ciò che assieme abbiamo fatto per rendere un po’ più grande questa CISL.

E’ stato un privilegio aver ricoperto questo ruolo, con questa intensità, per così tanto tempo, lavorando con tante persone, alcune veramente meravigliose:

essere stato il segretario generale della CISL è stato, e sarà, il più grande onore della mia vita professionale, della mia esperienza personale, l’hanno resa più interessante e ricca pur nelle tante difficoltà, ampiamente compensate da chi di voi ci ha messo valori, umanità, sentimenti, condivisione.

Ecco perché Ogni singolo momento è stato degno di essere vissuto.

Ho avuto la possibilità di servire questa organizzazione per 35 anni, e da oggi continuerò a farlo pur in un ruolo diverso.

Dietro ogni fine c’è un nuovo inizio, dopo ogni notte nasce un nuovo giorno, e di questo dobbiamo essere solo grati alla Provvidenza:

per questo non dobbiamo disperare di fronte a nuove e vecchie difficoltà, ai problemi che siamo costretti ad affrontare.

Noi non ci arrendiamo, non ci lasciamo andare, è la nostra storia, la nostra splendida anomalia nel panorama sindacale che ci fa scoprire soluzioni nuove ed originali che consegnano alla storia ogni nostra singola esperienza.

Laborfonds, Sanifonds, il fondo di solidarietà territoriale, La.Re.S la scuola di formazione sulle relazioni sindacali, solo per citarne alcuni.....chi lo avrebbe mai detto che in questa piccola Provincia ci fossero uomini e donne in grado di mettersi assieme per creare strumenti di tutela così avanzati per tanti lavoratori e lavoratrici?

Chi lo avrebbe detto che la nostra autonomia e il nostro autogoverno, che non sono privilegi ma una lunga storia di dura conquista quotidiana, avrebbe avuto questi risultati contrattuali che hanno esaltato ancor di più il ruolo del sindacato confederale?

Chi lo avrebbe detto che avremmo saputo onorare tanta silenziosa dignità di tante persone di fronte alle loro difficoltà sul lavoro, nella disoccupazione, nelle sconfitte che spesso accompagnano la vita?

Questi uomini e donne ci lasciano un grande insegnamento, perché hanno sempre avuto fiducia e speranza in noi, nel sindacato e nella CISL.

Abbiamo fatto, assieme, grandi accordi, che molto ci invidiano, e un piccolo rammarico mi resta quando non siamo capaci di valorizzarli adeguatamente.

Il CAMBIAMENTO - quello vero - avviene quando ci si mette assieme, ci si fa coinvolgere, ci si unisce per ottenerlo.

La nostra autonomia, politica istituzionale sindacale è un quotidiano coraggioso esperimento di autogoverno, è il CUORE pulsante della nostra idea di comunità.

Autonomia della CISL, Autonomia speciale della nostra provincia: sono cose che stanno assieme, sono pezzi del puzzle della nostra vita messi al posto giusto, e noi siamo attori principi di questo incastro perfetto.

Il progresso, l’avanzamento dei diritti, la nostra anomala autonoma CISL, oggi anche la stessa democrazia messa in discussione da nuovi populismi e sovranismi che nascondono vecchi menefreghismi, sono sempre stato un processo collettivo non facile, aspro e faticoso, difficile e in certi frangenti perfino controverso: in certi casi, DICIAMOCELO, la nostra forza e la nostra determinazione non ci sono sembrati abbastanza, lo scoraggiamento e la delusione non hanno aiutato a raccogliere l’impegno necessario e costante per cambiare le cose….

Ma tra i nostri compiti c’è d’alimentare la Speranza, mettere tutto il nostro impegno per gestire il cambiamento perché riguardi tutti e non vada solo a beneficio di alcune categorie di persone.

Abbiamo fatto tante cose assieme, magari non ce ne siamo sempre accorti, magari non ne abbiamo avuto sempre la piena e necessaria consapevolezza, ma Assieme, siamo stati il CAMBIAMENTO.

Assumersi la responsabilità del proprio lavoro è l’inizio del CAMBIAMENTO.

E Lo abbiamo gestito dentro mille contraddizioni e difficoltà.

Ricordiamolo!

Senza di noi sarebbe stato molto peggio. Il nostro paese sarebbe stato molto peggio, e col nostro impegno l’abbiamo reso un posto migliore di come lo abbiamo trovato.

Il Lavoro è fondamentale per la coesione del paese, ce lo ricorda Papa Francesco ma troppi lo dimenticano, anche troppa politica e troppi rappresentanti istituzionali, e il sindacato confederale, soprattutto la CISL, ha sempre svolto il suo ruolo esclusivo per il lavoro.

Senza lavoro c’è solo il peggio della nostra società e purtroppo anche delle persone: chi si sente escluso, trova altre soluzioni, spesso fuori dalle regole, contro i suoi stessi concittadini.

Abbiamo saputo rispondere a molte speranze, tante forse inconsciamente inespresse, ma grazie a noi oggi il nostro è un paese migliore e più forte di prima.

Abbiamone consapevolezza, anche se molto resta ancora da fare.

Come dobbiamo avere coscienza che siamo in una organizzazione più grande di noi, che è un privilegio esserci, e sbaglia chi pensa di essere indispensabile perché questa è anche la nostra storia recente, chi si sentiva indispensabile è finito nell’oblio.

Chiudo qui questo mio saluto, con una frase che ho utilizzato nella  prima intervista da Segretario Generale: parafrasando San Paolo, ho detto e lo ridico, che ho combattuto la buona battaglia, e ho rafforzato la fede in questa grande organizzazione.

Ringraziando ancora la Segreteria nazionale, Annamaria e Piero Ragazzini per il suo impegno qui tra di noi, e per la soluzione che assieme a noi ha voluto trovare, ampiamente condivisa nella riunione del comitato esecutivo del 14 novembre scorso, è bello per me consegnare la fiaccola ideale di questa staffetta al mio successore, e quindi la proposta che faccio come Segretario Generale è quella di Michele Bezzi.

Grazie ancora a tutti, e non perdiamoci di vista….

 

LORENZO POMINI

 

Michele BEZZI, Milena SEGA, Annamaria FURLAN (Segretario generale CISL), Giuseppe PALLANCH.