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A Trento presidio unitario di Cgil Cisl Uil Trentino davanti al Commissariato del Governo. "La sicurezza è un diritto non negoziabile".

 

Oggi manifestazione di Cgil Cisl Uil che invocano più controlli e più formazione. “Gli investimenti per la ripresa partano dalla sicurezza e dalla qualità del lavoro. No a scorciatoie”
 
Basta stragi sui posti di lavoro
 
La ripresa economica in Trentino come nel resto del paese deve avvenire anche mettendo al centro la sicurezza sul lavoro. Lo hanno ribadito questa mattina Cgil Cisl Uil del Trentino durante la manifestazione organizzata sotto il Commissariato del Governo. Le tre sigle sindacali hanno rilanciato la necessità di un Patto per la sicurezza che coinvolga a livello nazionale e locale tutti gli attori, dalle istituzioni alle associazioni datoriali fino ai sindacati perché “la sicurezza sul lavoro è un diritto non negoziabile” e il sindacato non è disposto ad accettare scorciatoie né allentamenti delle misure di prevenzione e controllo sotto il “mantra della semplificazione”. Semplificare le procedure è giusto per favorire la ripresa economica – ha chiarito il segretario della Cgil Andrea Grosselli -, ma questa non può mai essere a scapito della sicurezza di chi lavora. In questi giorni stiamo assistendo invece ad una discussione assurda sugli appalti. La sicurezza sul lavoro va garantita e per questo, anche in vista dei tantissimi cantieri che partiranno nei prossimi mesi, serve potenziare i controlli, che vuol dire potenziare la pubblica amministrazione con risorse umane e finanziarie adeguate”.
 
Sulla centralità dei controlli ha insistito anche il segretario della Uil trentina. “In Italia su 4 milioni di aziende appeno lo 0,25% è stata oggetto di ispezione, cioè 10mila. Non è con questi numeri che si può garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
 
Alotti ha insistito anche sulla necessità di creare un fondo specifico con le risorse che l’Azienda sanitaria ricava dalle sanzioni per mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. “Oggi quelle somme finiscono genericamente nel bilancio dell’Azienda. Vanno invece scorporate e impiegate per finanziare la formazione e la prevenzione”.
 
 
 
 
Di cultura della sicurezza e formazione come patrimonio comune ha parlato il segretario della Cisl, Michele Bezzi che ha posto l’accento anche sul tema della precarietà. “Chi lavora con poche o nessuna garanzia, purtroppo, è più facile che accetti condizioni di lavoro al limite anche per quanto riguarda la sicurezza. Così metta a rischio la sua vita. Questo non deve più essere permesso”.
 
Infine hanno preso la parola alcuni lavoratori (nella foto in basso Gabriele Goller della Fisascat Cisl del Trentino) con le loro testimonianze dai luoghi di lavoro. Uno solo il messaggio: la sicurezza è un diritto che va preteso, da tutti. A cominciare dai lavoratori.
 
 
 
 
“Restiamo convinti che le organizzazioni sindacali, attraverso i rappresentanti per la sicurezza, possono svolgere un ruolo fondamentale e concreto sui luoghi di lavoro. Bisogna assumere la logica che la sicurezza è un investimento che va a vantaggio di tutti, imprese comprese”.
 
Intanto nei prossimi giorni Cgil Cisl Uil chiederanno un confronto con servizio lavoro e Uopsal per cominciare a discutere come rendere migliori i sistemi di formazione, prevenzione e controlli.