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I SINDACATI CHIEDONO UN ACCORDO UNICO PER TUTTE LE AZIENDE DEL GRUPPO, L'ADEGUAMENTO DEL PREMIO DI RISULTATO E CERTEZZE SUI PART TIME VOLONTARI.

 
Sono dieci anni che i 900 dipendenti dei supermercati Poli non vedono adeguate le condizioni economiche del contratto aziendale. Nonostante la società negli ultimi anni abbia consolidato le quote di mercato, realizzato nuovi punti vendita in provincia, aumentato il radicamento sul territorio e accresciuto il fatturato l’accordo integrativo, per quanto riguarda la parte della premialità, è rimasto bloccato. Eppure il successo del gruppo è anche merito dell’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori. 

Fino ad oggi a nulla sono serviti i molteplici tentativi dei sindacati di aprire il confronto e arrivare ad un’intesa condivisa. I proprietari hanno sempre rifiutato di incontrare le delegazioni sindacali, demandando la trattativa ai propri consulenti, anche al termine di un anno difficilissimo che ha visto i lavoratori e le lavoratrici in prima linea nonostante la pandemia. “Un impegno che non ha ottenuto riconoscimento adeguato da parte del gruppo e che invece avrebbe dovuto spingere il Gruppo Poli ad un maggior ascolto dei lavoratori – denunciato Paola Bassetti, FABIO BERTOLISSI e Stefano Picchetti di Filcams, Fisascat e Uiltucs insieme alla RSA -. Per questa azienda le relazioni sindacali sono un peso da evitare in ogni modo. Inconcepibile”.

 

 

E’ anche per questa ragione che i rappresentanti delle tre sigle sindacali insieme ai componenti delle Rsa si sono trovati questa mattina davanti alla sede del gruppo, nel tentativo non solo simbolico di consegnare nella mano dell’amministratore delegato la loro piattaforma contrattuale.

La trattativa per il rinnovo è naufragata a dicembre dell’anno scorso di fronte all’assoluta indisponibilità del Poli a presentare alle organizzazioni sindacali un quadro chiaro della situazione della società e alla pretese di rinnovare un contratto fotocopia per il successivo triennio.
I sindacati chiedono, invece, di aggiornare la parte economica e normativa dell’accordo.

Tra le richieste l’adeguamento dei criteri che definiscono il premio di risultato oggi obsoleti. “Il gruppo si è sempre dimostrato incapace di intraprendere uno schietto confronto nel merito e, senza addurre alcuna spiegazione, nei mesi scorsi ha interrotto la trattativa sull’argomento prima ancora che iniziasse”.

 

 

Altra questione spinosa è quella dei part time. L’azienda li rinnova di anno in anno, mentre i sindacati puntano ad accordi a tempo indeterminato per i lavoratori e le lavoratrici che lo richiedono. In questo modo i dipendenti col tempo parziale si sentono sempre in balia delle decisioni aziendali senza poter gestire con sicurezza la propria vita privata, la famiglia e i figli rimanendo a disposizione dell’azienda sperando in un rinnovo.

Tra le altre richieste quella di una migliore programmazione delle variazioni orarie di aperture e chiusure, la revisione della maggiorazione per il lavoro festivo e domenicale. “Crediamo che un gruppo solido e che macina utili come Poli non possa continuare ad ignorare le richieste che arrivano dai loro lavoratori. Lavoratori e lavoratrici che sono anche artefici del buon andamento aziendale”.

 

Trento, 3 giugno 2021